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Il vino e la Sicilia


In Sicilia il vino è sempre stato di casa, nel senso che la vite è sempre esistita nell’Isola come pianta spontanea in un habitat pedoclimatico a lei estremamente favorevole.

Nella fascia mediterranea
dove si trova la Sicilia, l’uva riesce anche a maturarsi perfettamente come in nessun’altra parte del mondo ed il contadino non ha – praticamente – bisogno di effettuare alcun trattamento chimico per evitare le malattie proprie della vite.

Detto in soldoni, i vini prodotti da uve siciliane sono biologici anche se ciò non è dichiarato nelle bottiglie.

Questo valore aggiunto non è mai stato comunicato al consumatore:
il vino made in Sicily ha permesso, finalmente, alla gente di degustare con grande piacevolezza, a costi estremamente contenuti rispetto a quelli di altre regioni d’Italia e del mondo.

La viticoltura è un comparto estremamente importante per l’economia agricola siciliana, interessa circa
126.000 ettari di superficie coltivata a vite, oltre ai 20.000 ettari in corso di reimpianto. La maggiore concentrazione di superficie coltivata a vite - circa 60.000 ettari - si trova in provincia di Trapani, con un numero di circa 22.000 aziende agricole ed una produzione di 4-5 milioni di quintali di uve: Trapani contende a Bordeaux, in Francia, il primato mondiale di provincia più vitata.

Le cantine sociali, dove tutt’ora si ammassa il 70% delle uve, sono una trentina e le aziende vinicole private sono oltre 350.

 L’allevamento della vite e le cantine, pur essendo presenti consistentemente nel trapanese, sono fiorenti anche nelle province di Agrigento e Palermo, seguite da Caltanissetta e Ragusa.

Le varietà più importanti sono: il
Catarratto tra le uve bianche ed il Nero d’Avola tra le bacche nere, oggi diventato il secondo vino d’Italia: essi sono seguiti dai vitigni internazionali e da qualche bacca autoctona interessante, come il Grillo e lo Zibibbo.

Interessanti le performance del
Syrah, le cui origini secondo molti esperti sono vicine al Nero d’Avola, che in Sicilia offre quantità in pianta e qualità come vino.

Il valore medio dei vini confezionati è pari a
48,6 milioni di euro, a fronte del valore medio pari a 37,3 milioni dei vini sfusi. E ciò nonostante la notevole differenza delle quantità vendute: 196,1 mila ettolitri di vino confezionato a fronte di un milione e 51 mila ettolitri di vino sfuso.

Nell’ultimo decennio è stata l’attività dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino in direzione delle sperimentazioni viticole ed enologiche, delle partecipazioni a fiere e con la sua l’attività di comunicazione, a determinare la risalita del vino di Sicilia.

Oggi tutto il mondo conosce i vini di Sicilia, li consuma e, senza ombra di dubbio, tra i più grandi vini d’Italia e del mondo possiamo inserire molte etichette siciliane.


 

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