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Il Wine Appeal ®
La
teoria del “Wine Appeal” è stata ideata dal
giornalista siciliano Nino Panicola (nella foto durante
la trasmissione Linea Blu a Salina-Eolie).
Essa si basa sul fatto che fin’ora il prestigio di una bottiglia
di vino è stato misurato in tutte le guide attraverso la sola
tecnica della degustazione organolettica.
Si sono omesse: una valutazione dell’Azienda produttrice, del
suo marchio, della presenza di vigneti di proprietà da parte del
produttore vinicolo, della tecnica in cantina, dell’enologia e
del valore dei tecnici enologi, della sua storia, del suo
palmarés di premi e – ultimo, ma non per importanza – anche
della sua comunicazione: aggiungiamo che uno spazio valutativo
andrebbe riservato alla confezione, talvolta approssimativa e
non adeguata al posizionamento che si chiede ad un vino.
La prova di quanto sostiene Panicola è misurabile considerando
che alcune case vinicole hanno successo a prescindere dalla
qualità assoluta dei vini prodotti e, conseguentemente, tante
cantine non riescono ad affermarsi pur producendo vini di alto
pregio.
Infatti, è proprio il coefficiente “Wine Appeal”
di un vino a fare la differenza determinando sul il successo di
un vino e della cantina che lo produce.
Nella sua verifica dei vini, Nino Panicola valuta i diversi
parametri che consentono ad una cantina di ottenere il “WA”:
più alto sarà il voto di Wine Appeal, più sarà importante e
prestigioso il vino.
La conclusione: le cantine che imbottigliano vini di
pregio organolettico, che hanno buona tecnologia in
cantina ed ottimi enologi, intrattengono rapporti con
le guide, che partecipano con successo ai concorsi
enologici, che curano la loro immagine e la
comunicazione aziendale, che si affidano a bravi grafici per
la progettazione e realizzazione delle confezioni, avranno la
certezza di avere vini ad alto WA, quindi successo presso
il consumatore.
I requisiti indispensabili
A)
Qualità: il vino dev’essere sempre di
elevato pregio organolettico, con almeno 84 punti (Vino
Frutto) della scala IQ (Indice Qualitativo), come
previsto dal metodo di degustazione di Luca Maroni.
B) Enologo:
La
presenza di un tecnico affermato contribuisce ad elevare
notevolmente il parametro WP, in quanto il vino da questi
preparato sarà certamente superiore: paradossalmente, un vino
firmato da un grande enologo aggiunge valore al prodotto stesso
a prescindere dalla sua qualità organolettica..
C) Storia
della Cantina e Palmarés: una cantina diventa importante anche per tradizioni qualitative
e storia aziendale, specie se i titolari – non necessariamente
blasonati - appartengono a famiglia prestigiosa di
vitivinicoltori, indifferentemente giovane o da diverse
generazioni. Premi e riconoscimenti meritati e guadagnati nel
tempo presso i più conclamati banchi d’assaggio internazionali o
nelle Guide daranno lustro e prestigio ulteriori.
D)
La confezione:
Un
vino con un nome piacevole o curioso, un marchio ed una
etichetta ben progettati, meglio se cromaticamente gradevoli e
sapientemente stampati, sicuramente si memorizzerà con più
facilità.
E) Immagine:
una cantina che non trascura la comunicazione istituzionale, che
mantiene normali rapporti con giornalisti, che effettua
periodicamente le pubbliche relazioni, ebbene si trova assai
avvantaggiata, in quanto gli articoli ed i servizi che ne
parleranno trasmetteranno prestigio e garanzie di qualità al
consumatore rispetto a quelle aziende che, invece, non mettono
in funzione queste leve del marketing.
F)
Voto personale del Giudice*: spesso determinante, è lasciato alla libera interpretazione
dello stesso.
* Il Giudice
E’ colui che esamina il vino e ne valuta il WA: egli deve
avere solide basi conoscitive tecniche e degustative, ma anche
comunicative, di marketing e del panorama vinicolo cui si fa
riferimento con quel determinato prodotto. Deve, inoltre, sapere
sapientemente e misuratamente mixare i parametri di cui sopra,
quindi dare un giudizio mediante un voto che possa corrispondere
quanto più esattamente alla reale situazione
qualitativo/commerciale del vino preso in considerazione.
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